Fattori di rischio – Età e rischio oncologico: quando le urine raccontano qualcosa

2 Dicembre 2025

Un punto di vista epidemiologico sull’età, con approfondimenti su screening specifici per over 60

Il cancro uroteliale rappresenta una delle neoplasie più frequenti del tratto genitourinario. Tra le sue manifestazioni più comuni figura il carcinoma uroteliale della vescica, che costituisce oltre il 90% dei tumori vescicali nei Paesi occidentali. Numerosi studi hanno identificato una correlazione significativa tra l’età avanzata e l'aumentato rischio di sviluppare questa patologia. In particolare, le alterazioni urinarie spesso trascurate possono rivelarsi indicatori precoci di un processo neoplastico in atto. Questo articolo intende offrire una panoramica dei fattori di rischio con un focus sull’età, integrando il punto di vista epidemiologico e discutendo l’importanza di strategie di screening mirate alla popolazione over 60.
Cancro uroteliale: quadro generale e fattori di rischio
Il cancro uroteliale colpisce l’epitelio di transizione che riveste l’intero tratto urinario, dalla pelvi renale all’uretra. I principali fattori di rischio includono:

• Fumo di sigaretta (responsabile di oltre il 50% dei casi).
• Esposizione occupazionale a sostanze chimiche (es. amine aromatiche).
• Infezioni croniche delle vie urinarie.
• Storia familiare di tumori uroteliali.

Tuttavia, uno dei fattori più costantemente associati all’incidenza della malattia è l’età.
Età come fattore di rischio: l’aumento esponenziale dopo i 60 anni
Secondo i dati dell’International Agency for Research on Cancer (IARC) e dei principali registri tumori italiani (AIRTUM), l'incidenza del cancro uroteliale cresce in maniera significativa dopo i 60 anni. Circa il 70% dei nuovi casi diagnosticati avviene nella fascia di età superiore ai 65 anni.
Motivi dell’aumentato rischio con l’età:
1. Accumulo di mutazioni somatiche: con l’avanzare dell’età, le cellule dell’urotelio subiscono un numero crescente di danni al DNA.
2. Riduzione dei meccanismi di riparazione: i sistemi di difesa cellulare diventano meno efficienti.
3. Esposizione prolungata ai cancerogeni: l’effetto cumulativo dell’esposizione a sostanze tossiche nel corso della vita (es. fumo, tossine ambientali).
4. Comorbidità: patologie croniche e terapie farmacologiche che possono alterare la composizione dell’urina e infiammare le vie urinarie.
Sintomi e segnali da non sottovalutare
Nel caso di una persona anziana, spesso i sintomi urinari vengono attribuiti a disturbi benigni (es. ipertrofia prostatica, infezioni urinarie ricorrenti). Tuttavia, è essenziale tenere in considerazione alcuni campanelli d’allarme:

• Ematuria (presenza di sangue nelle urine), anche microscopica.
• Urgenza minzionale e pollachiuria persistenti.
• Dolore sovrapubico o lombare.
• Urine maleodoranti o con colorazioni anomale ricorrenti.

L’identificazione precoce di questi sintomi può fare la differenza in termini di prognosi.
Screening e sorveglianza: cosa fare negli over 60
Attualmente, non esiste un programma di screening universale per il carcinoma uroteliale, ma diversi studi suggeriscono l’utilità di un approccio selettivo nei soggetti ad alto rischio, in particolare maschi over 60, fumatori o ex fumatori, e lavoratori esposti a sostanze cancerogene. La sorveglianza attiva, con controlli annuali o biennali nei soggetti a rischio, potrebbe rappresentare una strategia efficace per anticipare la diagnosi. In questo contesto, il test citologico urinario Urine 24 può essere utilizzato sia come strumento di screening mirato sia per la sorveglianza dei pazienti a rischio, grazie alla sua capacità di rilevare alterazioni cellulari indicative di neoplasia uroteliale anche in assenza di sintomi.
Prospettive epidemiologiche: invecchiamento della popolazione e impatto futuro
Con l’invecchiamento progressivo della popolazione, il carico epidemiologico del cancro uroteliale è destinato ad aumentare. La diagnosi precoce, insieme alla prevenzione primaria (cessazione del fumo, riduzione esposizione a cancerogeni) e alla sorveglianza dei sintomi urinari, rappresenta una leva cruciale per contenere l’impatto della malattia sul sistema sanitario.
Conclusioni
L’età avanzata è un fattore di rischio indipendente e significativo per lo sviluppo del cancro uroteliale. In un contesto epidemiologico dove la popolazione over 60 è in crescita, è fondamentale aumentare la consapevolezza tra medici e pazienti sull’importanza di monitorare i segnali urinari apparentemente banali. Le urine, spesso sottovalutate come fonte di informazione clinica, possono invece ''raccontare'' l’inizio di un processo oncologico. n approccio proattivo, basato su screening mirati, valutazioni del rischio personalizzate e l’utilizzo di strumenti come il test citologico urinario Urine 24, può contribuire in modo decisivo a migliorare la diagnosi precoce e gli esiti terapeutici.

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