Sangue nelle urine dopo attività fisica: quando preoccuparsi?

4 Settembre 2026
Osservare sangue nelle urine dopo un allenamento può creare preoccupazione. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, soprattutto dopo attività fisica intensa o prolungata, si tratta di un fenomeno temporaneo chiamato ematuria da esercizio (exercise-induced hematuria).

Tuttavia, non sempre il sangue nelle urine è innocuo. In alcuni casi può rappresentare il primo segnale di una patologia delle vie urinarie o dei reni che richiede un approfondimento medico.
Cos'è l'ematuria?
L'ematuria indica la presenza di globuli rossi nelle urine. Può essere di due tipi:

Ematuria macroscopica, quando il sangue è visibile e le urine assumono una colorazione rosa, rossa o marrone.
Ematuria microscopica, quando il sangue è rilevabile solo attraverso un esame delle urine.

Entrambe le condizioni meritano attenzione, soprattutto se persistono.
Perché compare sangue nelle urine dopo lo sport?
L'attività fisica intensa può provocare una temporanea comparsa di sangue nelle urine. Questo fenomeno può avere diverse cause, tra cui:

• Microtraumi della vescica durante attività ad alto impatto (ad esempio corsa)
• Riduzione temporanea del flusso sanguigno ai reni durante esercizi molto intensi
• Lieve danno ai piccoli vasi del rene dovuto allo sforzo
• Disidratazione, che aumenta la concentrazione delle urine e favorisce il fenomeno
Gli sport più frequentemente associati all'ematuria sono:
• Corsa su lunga distanza
• Maratona
• Trail running
• Calcio
• Rugby
• Ciclismo intenso
• Sport di contatto

Nella maggior parte dei casi il sangue scompare spontaneamente entro 24-72 ore dal termine dell'attività.
Quando il sangue nelle urine è normale?
La presenza di sangue nelle urine in seguito a esercizio fisico è generalmente considerata benigna quando:
• Insorge subito dopo un'attività fisica intensa
• Non è accompagnata da dolore o altri sintomi urinari
• Tende a risolversi spontaneamente entro 48-72 ore
• Non si ripresenta in occasione di allenamenti successivi

In questi casi è consigliabile:
• Sospendere temporaneamente l'attività fisica
• Aumentare l'idratazione
• Ripetere un esame delle urine dopo alcuni giorni
Quando è il caso di preoccuparsi?
È importante consultare il medico se:
• Il sangue nelle urine persiste oltre 72 ore
• Gli episodi si verificano anche in assenza di attività fisica
• L'ematuria si ripresenta dopo allenamenti di lieve intensità
• Compaiono febbre o malessere generale
• È presente dolore al fianco o alla regione lombare
• Si avverte bruciore durante la minzione
• Sono visibili coaguli di sangue nelle urine
• L'episodio interessa persone con più di 40 anni senza una causa evidente
In questi casi potrebbe essere necessario escludere condizioni come:
• Infezioni delle vie urinarie
• Calcoli renali
• Malattie glomerulari
• Traumi renali
• Più raramente tumori delle vie urinarie
Quali esami possono essere necessari?
Il medico può prescrivere:
• Esame completo delle urine
• Urinocoltura
• Esame del sedimento urinario
• Esami del sangue per valutare la funzionalità renale
• Ecografia renale e vescicale
• TAC o cistoscopia nei casi selezionati

La scelta degli accertamenti dipende dall'età del paziente, dai sintomi associati e dalla persistenza dell'ematuria.
Come prevenire l'ematuria da esercizio?
Alcuni accorgimenti possono ridurre il rischio:
• Mantenere una buona idratazione prima, durante e dopo l'attività fisica
• Aumentare gradualmente l'intensità degli allenamenti
• Evitare sforzi eccessivi senza adeguata preparazione
• Utilizzare scarpe idonee durante la corsa
• Effettuare controlli periodici se l'episodio tende a ripetersi
Conclusioni
Il sangue nelle urine dopo attività fisica è spesso un fenomeno benigno e transitorio, soprattutto negli sportivi che svolgono esercizi ad alta intensità. Tuttavia, quando l'ematuria persiste oltre pochi giorni, si associa ad altri sintomi o si ripresenta frequentemente, è fondamentale rivolgersi al medico per identificare la causa e impostare gli eventuali accertamenti necessari. Un semplice esame delle urine rappresenta il primo passo per distinguere un episodio fisiologico da una condizione che richiede attenzione.

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