FISH test nelle urine: come funziona e quando è utile nei tumori uroteliali

14 Ottobre 2025

Che cos'è il FISH test?

Il test FISH (Fluorescence In Situ Hybridization) è un esame di laboratorio che analizza il materiale genetico delle cellule, in questo caso presenti nelle urine. È una tecnica che utilizza speciali sonde fluorescenti per individuare alterazioni nei cromosomi. Questo test è particolarmente utile quando si sospettano tumori uroteliali, che sono tumori che si sviluppano nelle vie urinarie, come la vescica, gli ureteri e il tratto urinario superiore.
A cosa serve il FISH test nelle urine?
Il FISH test serve per individuare la presenza di cellule tumorali nelle urine. Può essere usato in due situazioni principali:

1. Diagnosi iniziale: quando un paziente ha sintomi sospetti (come sangue nelle urine o difficoltà a urinare), il FISH può aiutare a capire se c’è un tumore uroteliale.
2. Controlli successivi (follow-up): dopo il trattamento di un tumore della vescica, il FISH può essere utile per sorvegliare la situazione e rilevare eventuali recidive.
Come funziona il test?
1. Raccolta delle urine: il paziente fornisce un campione di urina, come in una normale analisi.
2. Analisi in laboratorio: i tecnici isolano le cellule presenti nelle urine e applicano delle sonde fluorescenti che si legano a particolari parti del DNA.
3. Osservazione al microscopio: le cellule vengono poi osservate al microscopio e se ci sono alterazioni genetiche tipiche del tumore, le sonde le faranno ''illuminare''.
Quando si usa nella pratica clinica?
Il FISH test è raccomandato:

• In pazienti con sangue nelle urine e citologia negativa ma persistente sospetto clinico.
• In pazienti già trattati per tumore della vescica, come strumento di sorveglianza aggiuntivo, soprattutto nei casi ad alto rischio di recidiva.

Il caso dell’AUC (Upper Tract Urothelial Carcinoma):

Una delle applicazioni più interessanti del FISH test è nel sospetto di tumore uroteliale del tratto urinario superiore (AUC), ovvero quello che colpisce ureteri e pelvi renale. Questi tumori sono più rari rispetto a quelli della vescica, ma spesso più difficili da diagnosticare precocemente. La citologia urinaria, in questi casi, può avere bassa sensibilità, soprattutto per le lesioni non di alto grado.
Qui il FISH test si rivela particolarmente utile, perché è in grado di:
• Rilevare anomalie genetiche specifiche anche in un numero molto basso di cellule.
• Fornireindicazioni molecolari precoci, prima ancora che le immagini radiologiche o la cistoscopia evidenzino chiaramente la presenza del tumore.
• Supportare il medico nella decisione se eseguire esami più invasivi.

In uno studio clinico prospettico, il test FISH ha dimostrato una buona sensibilità per la diagnosi di AUC in campioni di urina raccolti spontaneamente, rappresentando un possibile strumento di screening non invasivo per questi casi complessi.
Conclusione
Il FISH test nelle urine è uno strumento moderno e utile per aiutare nella diagnosi e nel controllo dei tumori uroteliali, in particolare della vescica, rappresenta un valido supporto, soprattutto nei casi difficili da interpretare. Come sempre, è il medico specialista a decidere se e quando effettuare questo test, valutando caso per caso.

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