Diagnosi Precoce del Tumore alla Vescica: il progetto URINE24 presentato all’ICC 2025
Durante l’edizione 2025 dell’ICC – International Congress of Cytology, tenutasi a Firenze – Matteo Botteghi ha presentato il progetto URINE24, una proposta che potrebbe segnare una svolta epocale nella diagnosi precoce del tumore della vescica. Botteghi, cofondatore e CEO di WorldConnex, nonché Direttore dello sviluppo di Hospitex Digital Pathology, ha illustrato un modello diagnostico che coniuga innovazione tecnologica, medicina territoriale e accessibilità per il paziente. Il congresso, punto di riferimento mondiale per l’innovazione in ambito citopatologico, ha rappresentato il palcoscenico ideale per discutere del futuro della citologia urinaria e del suo possibile ruolo come programma di screening su scala nazionale.
Un campione unico nel suo genere
La citologia urinaria si distingue nel panorama della diagnostica oncologica per una caratteristica unica: l'urina è l’unico campione oncologico auto-raccoglibile dal paziente, senza la necessità di intervento clinico diretto. Questa peculiarità apre scenari del tutto nuovi per la medicina preventiva e la gestione territoriale dei pazienti.

La proposta URINE24
Il progetto URINE24, presentato proprio a Firenze, mira a colmare il divario tra ricerca e applicazione clinica attraverso:
• Un kit di raccolta conforme ai requisiti TPS II (The Paris System).
• Tecnologie avanzate di preparazione del campione, come la monostrato a densità personalizzata (Custom Density Monolayer – LBC).
• Integrazione con esami di secondo livello: FISH su cromosomi 3, 11, 17, biologia molecolare (TERT), IHC.
• Logistica pervasiva: servizi di auto-raccolta e ritiro porta a porta.
• Sviluppo di algoritmi di supporto diagnostico basati su intelligenza artificiale.
• Un kit di raccolta conforme ai requisiti TPS II (The Paris System).
• Tecnologie avanzate di preparazione del campione, come la monostrato a densità personalizzata (Custom Density Monolayer – LBC).
• Integrazione con esami di secondo livello: FISH su cromosomi 3, 11, 17, biologia molecolare (TERT), IHC.
• Logistica pervasiva: servizi di auto-raccolta e ritiro porta a porta.
• Sviluppo di algoritmi di supporto diagnostico basati su intelligenza artificiale.
Perché potrebbe diventare uno screening nazionale?
I vantaggi della citologia urinaria secondo l’approccio URINE24 sono molteplici:
• Alta sensibilità e specificità.
• Costo contenuto rispetto ad altri test oncologici.
• Standardizzabile e facilmente integrabile nei percorsi di medicina territoriale.
• Impatto potenzialmente enorme sulla diagnosi precoce.
• Alta sensibilità e specificità.
• Costo contenuto rispetto ad altri test oncologici.
• Standardizzabile e facilmente integrabile nei percorsi di medicina territoriale.
• Impatto potenzialmente enorme sulla diagnosi precoce.
Il destino è segnato?
Con la possibilità di raccogliere il campione direttamente da casa, senza procedure invasive, la strada verso l’adozione della citologia urinaria come screening nazionale sembra segnata. Tuttavia, ad oggi resta ancora un’iniziativa volontaria, rivolta a chi sceglie consapevolmente di prevenire.
