Fumo, lavoro e abitudini: quanto incidono davvero?
Il carcinoma della vescica è tra le neoplasie più diffuse dell’apparato urinario, con forte variabilità geografica, di genere e correlazioni con fattori ambientali e comportamentali. Quello che non tutti sanno è che molti casi potrebbero essere evitati cambiando alcune abitudini quotidiane, come smettere di fumare o proteggersi meglio sul lavoro. Vediamo insieme i dati più recenti e cosa ci dicono gli studi scientifici su fumo, ambiente di lavoro e alimentazione.
Quanto è diffuso il tumore della vescica?
• L’incidenza globale registrata nel 2022 è aumentata rispetto al 2020: da ~ 573.000 casi a ~ 614.298 casi, un aumento del ~7 %.
• Anche la prevalenza (persone che vivono entro 5 anni dalla diagnosi) è salita: nel 2022 si stimano ~1.950.315 persone in tutto il mondo che vivono entro 5 anni dalla diagnosi.
• In Europa il tumore della vescica mantiene una posizione elevata tra i tumori più diagnosticati negli uomini.
• Anche la prevalenza (persone che vivono entro 5 anni dalla diagnosi) è salita: nel 2022 si stimano ~1.950.315 persone in tutto il mondo che vivono entro 5 anni dalla diagnosi.
• In Europa il tumore della vescica mantiene una posizione elevata tra i tumori più diagnosticati negli uomini.
Il fumo è il principale nemico
Il fumo di sigaretta è la causa numero uno del tumore della vescica. I dati parlano chiaro:
• Chi fuma ha fino a 4 volte più rischio di ammalarsi rispetto a chi non fuma.
• Il fumo è collegato a oltre il 50% dei casi negli uomini e circa il 30% nelle donne.
• Anche chi ha smesso da anni mantiene un rischio più alto rispetto a chi non ha mai fumato, ma molto più basso rispetto ai fumatori attivi. Quindi: non è mai troppo tardi per smettere!
• Chi fuma ha fino a 4 volte più rischio di ammalarsi rispetto a chi non fuma.
• Il fumo è collegato a oltre il 50% dei casi negli uomini e circa il 30% nelle donne.
• Anche chi ha smesso da anni mantiene un rischio più alto rispetto a chi non ha mai fumato, ma molto più basso rispetto ai fumatori attivi. Quindi: non è mai troppo tardi per smettere!
Attenzione al lavoro: alcune professioni sono più a rischio
Chi lavora in certi settori può essere esposto a sostanze chimiche cancerogene, spesso senza saperlo. I più a rischio sono:
• Operai del settore chimico e metalmeccanico.
• Lavoratori delle vernici, tinture, gomma.
• Meccanici, saldatori, addetti alle costruzioni.
• Autisti e lavoratori nel trasporto merci.
Uno studio condotto in Italia ha mostrato che alcuni operai avevano più del doppio del rischio di ammalarsi rispetto alla popolazione generale, anche tenendo conto del fumo. L’uso di dispositivi di protezione individuale e la sorveglianza sanitaria sono fondamentali per ridurre i rischi.
• Operai del settore chimico e metalmeccanico.
• Lavoratori delle vernici, tinture, gomma.
• Meccanici, saldatori, addetti alle costruzioni.
• Autisti e lavoratori nel trasporto merci.
Uno studio condotto in Italia ha mostrato che alcuni operai avevano più del doppio del rischio di ammalarsi rispetto alla popolazione generale, anche tenendo conto del fumo. L’uso di dispositivi di protezione individuale e la sorveglianza sanitaria sono fondamentali per ridurre i rischi.
Dieta e stile di vita: contano eccome
Anche se meno noto, lo stile alimentare incide sul rischio di ammalarsi:
• Una dieta povera di frutta e verdura aumenta il rischio.
• La dieta mediterranea (ricca di olio d’oliva, vegetali, cereali integrali) è protettiva, soprattutto per i fumatori.
• Una dieta povera di frutta e verdura aumenta il rischio.
• La dieta mediterranea (ricca di olio d’oliva, vegetali, cereali integrali) è protettiva, soprattutto per i fumatori.
Uomini più a rischio delle donne
Gli uomini si ammalano 3-4 volte più spesso delle donne. Questo perché:
• Fumano di più.
• Lavorano più spesso in settori industriali a rischio.
• Ci sono anche fattori ormonali e biologici in gioco.
• Fumano di più.
• Lavorano più spesso in settori industriali a rischio.
• Ci sono anche fattori ormonali e biologici in gioco.
Malattia a lungo termine: il rischio dura decenni
Il tumore della vescica non compare subito: possono passare 20-30 anni dall’esposizione a una sostanza nociva (come il fumo o un agente chimico sul lavoro) alla comparsa del tumore. Ecco perché è importante agire in anticipo, anche se oggi ci si sente in salute.
Un test utile: la citologia urinaria
Per chi è a rischio, può essere utile una citologia urinaria (analisi delle cellule presenti nelle urine), che può aiutare a individuare precocemente eventuali tumorali.
Esistono servizi anche a domicilio, come Urine24, che permettono di fare il test direttamente a casa.
Esistono servizi anche a domicilio, come Urine24, che permettono di fare il test direttamente a casa.
In conclusione
Il tumore della vescica non è solo una questione di genetica o sfortuna. In moltissimi casi è prevenibile. Basta conoscere i propri rischi e fare scelte più consapevoli.
