Perché l’età aumenta il rischio di tumori

23 Giugno 2025
Il cancro è una malattia complessa, causata da una combinazione di fattori genetici, ambientali e comportamentali. Tuttavia, uno degli aspetti più evidenti e documentati è il legame tra l’età e l’aumento del rischio oncologico. Più si invecchia, più cresce la probabilità di sviluppare un tumore. Questa relazione è stata osservata in numerosi studi epidemiologici e rappresenta una delle chiavi per comprendere come prevenire, diagnosticare e gestire il cancro nella popolazione anziana.

Perché l’età aumenta il rischio di cancro?

Accumulo di mutazioni genetiche
Nel corso della vita, le cellule del nostro corpo si dividono milioni di volte. Ogni divisione è un’occasione in cui possono verificarsi errori nella duplicazione del DNA. La maggior parte di questi errori viene corretta automaticamente, ma con il tempo alcune mutazioni possono accumularsi. Quando queste colpiscono i geni coinvolti nel controllo della crescita e divisione cellulare, il rischio di trasformazione tumorale aumenta.

Declino delle funzioni cellulari e immunitarie
Con l’età, il corpo perde progressivamente l’efficienza nei meccanismi di riparazione del DNA e nel riconoscimento delle cellule anomale. Anche il sistema immunitario — responsabile della sorveglianza antitumorale — si indebolisce, rendendo più difficile eliminare le cellule potenzialmente cancerose.

Infiammazione cronica e stress ossidativo
L’invecchiamento è spesso accompagnato da uno stato di infiammazione cronica di basso grado, che può favorire lo sviluppo del cancro. Inoltre, lo stress ossidativo legato all’età danneggia il materiale genetico e le strutture cellulari, contribuendo all’instabilità genomica.

Esposizione prolungata a fattori cancerogeni
Nel corso della vita, si accumula l’esposizione a sostanze cancerogene come fumo di sigaretta, inquinanti ambientali, raggi UV, alcool e alimenti processati. L’effetto di questi agenti non è immediato, ma può manifestarsi dopo decenni con la comparsa di un tumore.
Cosa si può fare per ridurre il rischio?
L’età, di per sé, non è modificabile, ma è possibile intervenire su altri fattori per abbattere il rischio oncologico:

Stile di vita sano: seguire un’alimentazione equilibrata, fare attività fisica regolare, mantenere un peso corporeo adeguato e dormire bene.
Prevenzione primaria: evitare l’uso di tabacco, ridurre il consumo di alcol, proteggersi dal sole e limitare l’esposizione a sostanze tossiche.
Controlli regolari: aderire ai programmi di screening (mammografia, colon-retto, Pap test, ecc.) e fare check-up periodici (come il nostro esame citologico urinario).
Gestione delle malattie croniche: condizioni come il diabete, l’obesità o l’ipertensione possono influire sul rischio di cancro e vanno tenute sotto controllo.
Carcinoma alla vescica
Tra i tumori correlati all’età avanzata vi è anche il carcinoma alla vescica, che colpisce prevalentemente uomini sopra i 60 anni. Questo tumore è spesso sottovalutato, ma rappresenta una delle neoplasie urologiche più comuni.

La prevenzione primaria — smettere di fumare, idratarsi correttamente, evitare esposizione a sostanze chimiche sul lavoro — è quindi essenziale già nelle età giovanili. Dopo i 50-60 anni, è importante prestare attenzione a segnali come sangue nelle urine (ematuria), anche in assenza di dolore, e riferirli tempestivamente al medico. Sebbene non esista uno screening di massa per il carcinoma alla vescica, una diagnosi precoce consente trattamenti più efficaci e meno invasivi.
Per ulteriori informazioni e risorse sulla prevenzione del cancro, visita il sito ufficiale della Fondazione AIRC:
IARC: Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro

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